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Fai anche tu questi errori quando scegli una web agency?

Affrontiamo subito l’elefante nella stanza.

In Italia, quando parliamo di web agency (o come si fanno chiamare oggi, agenzie digitali), parliamo quasi sempre della tipica agenzia che brucia qualche decina di migliaia di Euro dei clienti in campagne pay per click o di “lead generation” che portano zero clienti qualificati.

O che li bruciano in siti mal funzionanti, da rifare dopo poco tempo. Ti sei mai chiesto perché un sito aziendale (per un’azienda che lo usa seriamente per il proprio business) spesso non dura più di 2 o 3 anni? Non è solo questione di “ammodernare” la grafica con gli ultimi trend.

E che subito dopo aver incassato l’ultima tranche di pagamento spariscono, per passare da un progetto all’altro al prossimo cliente al quale spennare budget, lasciando una scia di cadaveri digitali.

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Come districarsi tra più di 5.000 strumenti e piattaforme di Marketing Technology

In ambito Marketing Technology (MarTech per gli amici) esce ogni anno un grafico chiamato “Marketing Technology Landscape“. Questo grafico mostra le tecnologie, le piattaforme, i servizi e gli strumenti principali del settore che hanno un impatto sul mercato.

Pochi giorni fa è stato pubblicato l’aggiornamento per il 2017e in soli 6 anni da circa 150 voci siamo passati a più di 5.000, di cui 1.500 in più rispetto allo scorso anno.

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Come Digital Advertising e Marketing Technology stanno spostando il ruolo dell’IT nelle imprese digitali

Nonostante le crescenti preoccupazioni su ad blocking, efficacia delle inserzioni e frodi nell’advertising, circa due terzi dei responsabili marketing delle aziende hanno pianificato di aumentare la spesa in campagne pubblicitarie digitali nel corso del 2017 (rilevazione Gartner).

Questi i principali fattori che contribuiscono alla crescita del digital advertising:

  • Declino del traffico organico dai social in favore di quello a pagamento (basti pensare alle nuove regole di Facebook sulla visibilità dei post delle pagine);
  • Un continuo e consistente spostamento degli investimenti pubblicitari dai media offline (in Italia solo la radio è rimasta a livelli simili a quelli degli anni precedenti) a quelli digitali;
  • L’importanza sempre più palpabile dei video, sebbene siano più costosi da produrre ed erogare rispetto agli altri formati.
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